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REGGIA DI COLORNO (PARMA), 7 aprile 2018

Notizie storiche

Sull’area ora occupata dalla Reggia, intorno alla metà del 1300, sorgeva una costruzione militare a difesa dei possedimenti di Azzo, signore di Correggio.

Ma già due secoli più tardi, con la contessa Barbara di Sanverino, la Rocca si era trasformata in una dimora signorile e ospitava una colta ed elegante corte rinascimentale.

Ancora più radicale la trasformazione del castello dopo la confisca dei beni della contessa da parte di Ranuccio Farnese, avvenuta nel 1612: il duca, spronato dalla moglie Margherita Violante di Savoia,

intraprese importanti lavori di ristrutturazione, secondo un progetto portato a termine dal figlio Francesco con l’ausilio dell’architetto Ferdinando Galli Bibbiena.

Furono quelli gli anni in cui l’edificio assunse l’aspetto attuale.

Alla morte senza eredi maschi di Antonio Farnese, il Ducato di Parma e Piacenza passò ai figli di Elisabetta Farnese

e del re di Spagna Filippo V di Borbone: in un primo tempo a Carlo, che nel 1734 trasferì nella reggia napoletana di Capodimonte le collezioni d’arte e gli arredi con i quali i Farnese avevano decorato il palazzo; poi a Filippo, che al

contrario del fratello fece di Colorno la sua residenza principale e insieme alla moglie Luisa Elisabetta, figlia del

Re di Francia Luigi XV, ridiede splendore all’intero complesso.

All’architetto francese Ennemond Alexandre Petitot venne affidato l’incarico di ristrutturare il palazzo.

Furono chiamate maestranze francesi che insieme agli artigiani di corte trasformarono gli interni della Reggia

fino a renderli simili a quelli che la duchessa aveva conosciuto a Versailles.

Alla morte di Ferdinando, figlio di Filippo di Borbone e succeduto al trono nel 1765, il Ducato di Parma venne annesso alla Francia di Napoleone.

Nel 1807 la Reggia di Colorno venne dichiarata “Palazzo Imperiale”; ma una nuova fase di importanti cambiamenti ebbe luogo dopo la caduta di Napoleone, quando Colorno e l’intero Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla furono assegnati alla moglie del deposto imperatore, Maria Luigia d’Austria.

In circa trent’anni di regno, Maria Luigia, amata duchessa di Parma, impresse agli appartamenti ducali e al grande giardino il segno indelebile del suo gusto.

Dopo l’Unità d’Italia e la cessione della Reggia al Demanio dello Stato Italiano da parte di

Casa Savoia, il palazzo divenne proprietà della Provincia di Parma che nel 1871 lo adibì a

sede del manicomio provinciale.

Per circa un secolo l’ospedale (che sarebbe arrivato a ospitare più di mille malati negli anni dopo la seconda Guerra Mondiale) condizionò pesantemente la vita di tutto il complesso monumentale: solo dopo la definitiva chiusura del manicomio, negli anni Settanta del secolo scorso, comincia per la Reggia un’epoca di restauri, di eventi e di mostre d’arte che permettono di far conoscere e valorizzare gli ambienti ducali.

Oggi la Reggia di Colorno, visitata ogni anno da decine di migliaia di turisti, è anche la sede di ALMA, una Scuola di Cucina Italiana che, sotto

la guida di Gualtiero Marchesi, offre formazione specialistica a centinaia di giovani cuochi provenienti da tutto il mondo.

IL PIANO NOBILE

Dopo la spogliazione operata da Vittorio Emanuele II di Savoia le sale del Piano Nobile conservano intatto l’arredo fisso ossia pavimenti in marmo policromo, porte con serrature in bronzo dorato, affreschi, stucchi e camini in marmo di stile rococò.

L’ambiente più importante è sicuramente la Gran Sala, capolavoro del celebre architetto francese Ennemond Alexandre Petitot progettata nel 1753.

La sala, realizzata fra il 1753 ed il 1755, rappresenta il primo esempio di neoclassicismo in Europa in anticipo di quasi 30 anni sulle realizzazioni coeve.

Il genio disegnativo del Petitot ha trovato perfetta realizzazione negli stucchi eseguiti da Fortunato Rusca e dal grande

scultore J. B. Boudard per le figure in altorilievo.

All’interno delle cornici in stucco dorato vi sono ancora le quattro tele originali (del 1757-58) di François La Croix noto

come la Croix de Marseille e di Adrien Manglard.

La sala conserva l’unico mobile originale, un’elegante consolle in legno dorato con le teste di ariete eseguita nel 1766 dall’intagliatore Ignazio Marchetti.

Significativi al Piano Nobile anche i due salottini cinesi di Babette e di Don Filippo di Borbone del 1753 con carte da parati italiane fatte copiando quelle cinesi e inserite all’interno delle boiserie.

La maggior parte delle sale del Piano Nobile presenta raffinati stucchi rococò eseguiti tra il 1750-53 da Carlo Bossi su disegno

dell’architetto François Antoine Carlier APPARTAMENTO NUOVO DEL DUCA FERDINANDO DI BORBONE.

Il Duca Don Ferdinando di Borbone, uomo pio e devoto, a 38 anni nel 1789 smise di abitare le sale del Piano Nobile del primo cortile e si trasferì in questo appartamento prossimo al torrente Parma per essere più vicino alla Chiesa di San Liborio dove era solito ritirarsi in preghiera.

L’appartamento si compone di sei sale grandi (biblioteca, camera da letto, sala da pranzo, studio privato, studio ufficiale ed osservatorio

astronomico) ed alcuni ambienti minori (studiolo, bagno e piccola cappella) tutti affrescati tra il 1787 ed 1789 da due artisti: Antonio

Bresciani autore delle figure e Gaetano Ghidetti esecutore delle quadrature geometriche e dei finti stucchi presenti nei soffitti.

Tutto l’appartamento conserva la boiserie, le imposte interne delle finestre, le serrature in ferro battuto e le porte originali dell’epoca di

Don Ferdinando di Borbone.

Di particolare interesse artistico lo studio privato e lo studio ufficiale del Duca con splendidi finti arazzi alle pareti illustranti scene sacre

dell’Antico Testamento e che Don Ferdinando suggeriva al pittore Antonio Bresciani. Nello studio ufficiale vi sono straordinari cammei con

scene di giochi di putti realizzati in chiaro scuro da Gaetano Ghidetti .

Veramente unico l’Osservatorio Astronomico dove Don Ferdinando senza uscire all’esterno comprendeva da che parte spirava il vento: al centro

della sala un’asta fuoriusciva dalla volta con una banderuola, mentre all’interno una freccia ne indicava, sulla Rosa dei Venti, la direzione.

La sala conserva ancora la decorazione a tempera a secco su muro originale, con al centro la Rosa dei Venti circondata da una finta balaustra, mentre alle pareti vi sono paesaggi e putti con strumenti scientifici. Una parte della sala, costituita da due archi e da un piccolo vano, era utilizzata come sala di lettura e presenta al centro della voltal’Allegoria della Geografia.

CAPPELLA DUCALE DI SAN LIBORIO

Nel 1775 il duca Ferdinando di Borbone fece distruggere il piccolo oratorio di San Liborio fatto costruire da Francesco Farnese nel 1722 ed

iniziò la costruzione dell’imponente edificio ancora esistente consacrato nell’ottobre 1777.

La costruzione venne affidata a Pietro Cugini che si ispirò in più parti al progetto del Petitot di un ventennio precedente rimasto inutilizzato.

Questo primitivo edificio aveva pianta ribaltata di 180 gradi rispetto alla struttura attuale; fu nel 1788 che Don Ferdinando pensò di invertire

l’orientamento della chiesa per renderla maggiormente fruibile ai colornesi avvalendosi dell’esperienza di Donnino Ferrari che progettò la

nuova facciata, la controfacciata con tribuna ducale ed un nuovo abside terminando i lavori nel 1791.

Di straordinario interesse l’organo costruito da Giuseppe Serassi di Bergamo dal 1792 al 1796, costituito da 2898 canne; oggi, dopo i restauri, è utilizzato in occasione di una rassegna concertistica di spessore internazionale che si svolge le domeniche sere del mese di settembre.

La chiesa conserva un’impressionante quantità di arredo liturgico originale coevo all’epoca di don Ferdinando, non avendo subito dopo la

morte del duca (1802) rilevanti lavori di trasformazione.

Nelle cappelle laterali vi sono opere dei principali artisti operanti in Parma nella seconda metà del 1700 quali: Gaetano Callani, Giuseppe Baldrighi, Pietro Melchiorre Ferrari, Laurent Pecheux, Domenico Muzzi e Benigno Bossi.

Interessante la tribuna ducale che permetteva a Don Ferdinando di

assistere alla messa nelle occasioni solenni e di giungere non visto in

chiesa attraverso uno stretto passaggio dal suo appartamento privato.

Di grande bellezza la cappella del Santissimo Sacramento, progettata

da Pietro Cugini allievo del Petitot, con alle pareti una serie di preziosi

marmi grigi di epoca romana che furono scavati sul colle palatino a

Roma presso gli orti farnesiani prelevati dall’antico palazzo di Tiberio.

Pasquetta a Vermezzo

Una fantastica “Pasquetta” passata presso la Cascina Grande di Vermezzo con gli “Amici Di Vermezzo”.

Pranzo e location a prova dei migliori cuochi non invidiando nulla alla piu’ famose località turistiche, la conferma dalle foto che seguono,  claudio

Visita al Castello di Bianello (RE)

Prima gita ufficiale del Motoclubticinese ed incontro con gli amici di Solidarmoto di Cavezzo di Modena, visita al castello di Bianello n località Quattro Castella in provincia di Reggio Emilia, visita organizzata da questi ultimi.

Rinnovato l’incontro con gli amici Modenesi, ci siamo ritrovati presso il Castello di Bianello dove, dopo una bella e salutare salitina a piedi per raggiungere il suddetto, abbiamo iniziato la visita con la super presentazione della guida che ci ha accompagnato raccontandoci in maniera chiarissima e con preziose specifiche la storia di questo maniero dalle sue origini ad oggi senza trascurarne alcuni particolari piccanti.

Dopo la vita, come da tradizione, tutti a tavola presso l’amico Claudio nei pressi del Comune di Traversetolo, gnocco fritto, affettati misti, gnocchi al sugo e tortelloni di magro ci hanno deliziato il palato, il tutto accompagnato da un ottimo lambrusco frizzantino, per finire alla grande con un misto di torte casalinghe, caffè ed ammazzacaffè:

A grande sorpresa da parte nostra, nel medesimo posto si sono ritrovati un folto gruppo di Paracadutisti delle Compagnia Genio Paracadutisti della Folgore, della quale Claudio ne fà parte ed il Suo “Commilitone ” nonchè nostro Presidente Livio, pertanto dopo il pranzo abbiamo avuto l’opportunità e l’immenso piacere di assistere al lancio ed all’atterraggio nei pressi del locale di quattro paracadutisti.

Nelle poche foto che allego, altre ad alcune della vista del Castello di Bianello, aggiungo foto dei lanci e del Gruppo Genio Paracadutisti al quali i sodi del Motoclubticinese e del Solidarmoto, presenti a questo incontro si sono associati,

Un Nostro grosso ringraziamento a Chi ha organizzato tutto questo con l’intento che si rinnovi presto un nuovo incontro.

Visita al Castello di Montechiarugolo (PR)

Bellissima gita cultural-gastronomica nella provincia di Parma, partenza 8,20 dall’area di servizio San Zenone dell’autostrada del sole direzione Parma, usciti dall’autostrada andiamo in direzione Montechiarugolo percorrendo la tangenziale sud di Parma dove, dopo la pausa caffè (etccc.) abbiamo visitato il relativo Castello costruito da Guido Torelli nel XV Secolo, con la descrizione ed i racconti da parte della guida turistica presente nel castello, questo si presenta in uno stato di manutenzione bellissimo, attualmente è di proprieta della Famiglia Marchi che lo occupa in gran parte quale residenza attuale.

Di seguito, oltre aad alcune foto del maniero, riporto il racconto della Fata Bema tanto cara agli abitanti di Montechiarugolo (forse solo una leggenda)

La Fata Bema

Il dramma della fata Bema, raccontato anche nel romanzo di Alfonso Cavagnari, La Fata Bema, recentemente ristampato dal comune di Montechiarugolo, narra una vicenda a metà strada tra fantasia e realtà e di cui ancor oggi in paese si discute come di fatti realmente accaduti. La vicenda si riferisce a Bema, giovane fanciulla, nata verso la fine del Cinquecento, buona, bellissima e dotata di poteri magici. Bema giunge a Montechiarugolo in una giornata di maggio del 1593 e presso il castello, nei cui boschi spesso Ranuccio Farnese duca di Parma veniva a caccia di cinghiali, la giovane allestisce un piccolo palco per la predizione del futuro al quale si avvicinano gli ospiti del maniero. Tra essi si trova anche il Farnese, noto per il carattere cupo e superstizioso, subito viene attratto dai poteri della giovane. Dopo un primo momento in cui Bema riceve l’appoggio del Duca attraverso un salvacondotto per circolare liberamente nel territorio farnesiano, Ranuccio, vinto dal timore di essere ammaliato e manipolato, decide di liberarsi dell’indovina facendola rinchiudere nella prigione della Rocchetta. Una lunga e dura prigionia attende la fata che allo stremo delle forze viene però liberata a furor di popolo. Rientrata a Montechiarugolo la Bema è assunta presso la corte dei Torelli per la gestione domestica. La fanciulla e Pio Torelli, figlio dell’illuminato Pomponio e di Isabella Bonelli, finiscono per innamorarsi. Ma sapendolo un amore impossibile Bema non asseconda il cuore, e rifiuta Pio che viene mandato dal padre a terminare la sua formazione presso la corte di Parma. Sono i momenti della presunta congiura contro Ranuccio Farnese, il quale temendo la potenza dei numerosi e potenti feudatari del ducato inscena una congiura contro la sua persona, e attraverso un crudele e durissimo uso della tortura riesce ad estorcere numerose confessioni.
IL 19 maggio 1612, gli arrestati, compreso Pio Torelli vengono decapitati davanti al palazzo di Giustizia di Parma, in piazza Grande, e le loro teste mozzate  e conficcate su spunzoni a monito della città. Il castello di Motechiarugolo è occupato da una guarnigione ducale e Bema, disperata per la morte di Pio, si rifugia in una piccola casa nei pressi del castello, occupandosi di dare aiuto a poveri e bisognosi.
Questa è dunque la storia della buona e bella fata Bema che, dalla morte ad oggi, torna a manifestarsi nel castello il 19 maggio di ogni anno per piangere il suo amore perduto così tragicamente.

Il castello è posto su una altura che domina tutta la valle dove scorre il Torrente Enza (ormai poco piu’ che un ruscello) e che divide la provincia di Prama con quella di Reggio nell’Emilia.

Al termine della visita, recuperate le moto  abbiamo raggiunto l’agriturismo dove il titolare Claudio insieme alla consorte ci hanno preparato un eccezionale pranzo a base di specialità della cucina parmense, con salumi, gnocco fritto, ravioli, gnocchi, il tutto accompagnato da un ottimo lambrusco locale, al termine assaggio di vari dolci con malvasia, caffè ed ammazzacaffè.

Il viaggio di rientro a casa è avvenuto dopo alcune ore e dopo aver smaltito quanto sopra.

Alleghiamo alcune foto in ricordo della stupenda giornata tra “amici).

Claudio

Un grosso saluto all’amico Luigi che si è dovuto arrendere al casello di Parma in quanto il Suo Sidecar l’ha “mollato” a metà strada, ma con il grande spirito che Li contraddice, Luigi ed Elisabetta NON hanno mollato come si vede dalle foto.

Alla prossima    Claudio

Gite di due giorni

Il Socio Claudio Vismara con Motovacanze, organizza le seguenti gite di due giorni, come meglio specificate nel dettaglio sottostante :

“DALLA TERRA DEI FORTI AL MONTE BALDO”

Sabato 14 e domenica 15 Maggio 2016

Dall’affascinante Terra dei Forti lungo l’Adige, attraversando l’entroterra gardesano e scavalcando il Monte Baldo raggiungiamo  la “perla blu’”. il lago di Garda. E’ questa la nuova proposta per i week-end gastronomic, come sempre alla ricerca di belle strade da percorrere in moto ma anche per andare alla scoperta di nuovi sapori, di cultura e ambiente. Scopriremo quello straordinario territorio qual è la Terra dei Forti, da dove saliremo verso le alture del Monte Baldo, rimanendo parzialmente in quota con spettacolari visite sul Lago di Garda e da San Zeno di Montagna scenderemo sulle rive della sponda veneta del Benaco proseguendo, il percorso seguirà la Gardesana orientale fino a Cisano.

Programma dell’Itinerario

sabato 14 Maggio

Ritrovo ore 10,30,  c/o sede Motovacanze via Napoleone 59 a Domegliara – Sant’Ambrogio Valpolicella (VR) a 6 Km. dall’uscita di Affi della A22 – Modena_Brennero. Ore 11.00 partenza tour, merenda con visita alla cantina “La Prebenda” produzione vino autoctono Enantio, una splendida curiositò del panorama vitivinicolo italiano, si segue l’Adige fino ad Avio, con vista dello splendido castello . Da Mori si sale per l’entusiasmante strada del Monte Baldo, Spiazzi, Caprino, Cisano, visita al museo dell’olio con degustazione dei prelibati olii extravergni d’oliva del Garda, cena e pernottamento a Domegliara.

Domenica 15 Maggio

Visita al Castello di Rivoli Veronese, il forte Wohlgemuth con interessante Museo (da confermare per momentanea inagibilità causa lavori), Lazise, panoramica di San Zeno di Montagna con superbe viste sul lago, visita al salumificio Lenotti con degustazione, pranzo a Castelletto di Brenzone nel ristorante “Umberto”, specialità pesce di lago. Rientro lungo la gardesana con sosta a Torri del Benaco per i saluti.


Quota indicativa €uro 125.00 a persona, supplemento singola €uro 20.00

Nella quota sono compresi: visita e merenda in cantina, visita e degustazione museo dell’olio, cena e pernottamento, visita al Forte Wohlgemuth, visita e degustazione salumificio, pranzo della domenica. Sono escluse le bevande e tutto quanto non espressamente indicato.


“VALSESIA DREAMING”

Sabato 11 e Domenica 12 Giugno 2016

Con questo Tour andremo alla scoperta dei suggestivi panorami, dei borghi caratteristici e delle belle strade della Valsesia affiancando, per chi vorrà, anche delle attività molto entusiasmanti, come il trial ed il rafting.

Programma dell’itinerario.

Sabato 11 Giugno

ritrovo uscita autostrada Borgomanero. Da Borgomanero giro del lago d’Orta, transitando da Orta S.Giulio, Omegna, la Colma alt. mt. 942, Varallo Sesia. Da Varallo a Morca con merenda tipica Valsesiana. A Varallo, Morca, sede della Scuola Internazionale di Trial e Mountain Bike Valsesia, per un pomeriggio dedicato alla scoperta del mondo del trial, nozioni basi al campo scuola, tecnica e guida, mini tour in fuoristrada. (in alternativa rafting sul Sesia).

Cena e pernottamento in tipica struttura in zona.

Domenica 12 Giugno

Partenza per il tour in alta Valsesia fino a raggiungere Alagna, con vista al museo Walser. Tornati a Balmuccia, devieremo in Val Sermenza fino a Carcoforo, poi da Rimasco saliremo all’Alpe Campo per una entusiasmante discesa in fun bob.  Saluti e consegna diplomi partecipazione al ristorante “Il Laghetto” con merenda finale.


COSTO INDICATIVO TOTALE  DEI SERVIZI CONCORDATI

€uro 110.00 – (comprende: pernottamento e cena, merende del sabato e della domenica a mezzogiorno). p.s camera singola supplemento €uro 20.00.

Le attività di Trial, rafting etcc. sono escluse, quota indicativa per queste attività €uro 40.00


“Dove Osano le Aquile”

Sabato 9 e Domenica 10 Luglio 2016

Un entusiasmante week-end, un percorso tutte curve, un itinerario sorprendente per gli incantevoli paesaggi ma non solo. Nel nostro girovagare su e giu’ dai passi poi’ belli e panoramici della Valle dei Laghi, del MOnte Bondone, della Valsugana e del Monte Grappa, non mancheremo di visitare musei curiosi come il “Museo Bonfanti” ed una cantina e distillerie della pregiata Grappa Trentina, per poi godercii profumi ed i sapori delle migliori specialità Trentine e Vicentine.

Programma dell’itinerario

Sabato 9 Luglio

ritrovo presso la sede di Motovacanze, Rovereto, Val di Gresta, Arco, sosta presso la cantina e distilleria con visita guidata e merenda: Salita al Monte Bondone, Trento, Valsugana. Infine l’ultima salita della giornata ci porterà al Passo Brocon per il pernottamento e la cena. Inutile sottolineare che sarà una serata “Gustosa”.

Domenica 10 Luglio

Partiamo in direzione del Monte Grappa, al termine della discesa visita al “Museo Bonfanti”, auto e moto storiche ci aspettano.Bassano del Grappa e sosta nei dintorni per una “merenda” prima del rientro.


Quota indicativa per persona €uro 125.00, comprensiva di : visita ai musei, pranzo del sabato, cena, pernottamento con prima colazione, merenda della domenica con degustazione alla cantina.Sono escluse le bevande. Supplemento camera singola  €uro 20.00.

“DALLA TERRA DEI FORTI AL MONTE BALDO”

Gita di Maggio

“DALLA TERRA DEI FORTI AL MONTE BALDO”

Sabato 9 e domenica 10 maggio 2015

Sabato 9 maggio:

Il Nostro incontro con il gruppo di amici Locatesi 7,30 del mattino distributore sulla A4, intorno alle 10.30 circa, raggiungiamo la sede di “Motovacanze” in quel di  DOMEGLIARA – Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR) . Dopo la Pausa caffè,  partenza tour, merenda, visita e compere presso la cantina “La Prebenda” produzione di vino autoctono Enantio (merenda per modo di dire) un vero e proprio pranzo accompagnato da sei tipi diversi di vino di produzione Prebenda.

Dopo il pranzo, abbiamo seguito si segue l’Adige fino ad Avio, proseguendo poi nin direzione del Monte Baldo.  Oltrepassato il valico , non senza un apiccola sosta ad ammirare lo stupendo paesaggio che circonda il monte di un verde fantastico, poi siamo scesi verso il lago di Garda sino a Cisano dove abbiamo visitato il museo dell’olio del Garda, anche in questa circostanza non è mancata la degustazione dei prodotti tipici di questa azienda, dopo una particolare spiegazione della produzione dell’olio visionando nel museo apparacchiature per la spremitura delle olive che venivano utilizzate in tempi remoti.

La giornata si è conclusa con l’arrivo in albergo a Pastrengo, con cena con le specialità del luogo e il pernottamento.

Domenica 10 maggio:

Dopo una abbondante colazione, visita alla rocca di Pastrengo, ex caserma Militare, presumo austriaca, attualmente adibita a ristorante poi visita al Castello di Rivoli Veronese, il Forte di Wohlgemuth, all’interno del quale è installato un coinvolgente museo  dedicato al ricordo della grande guerra, creato e gestito dalla famiglia Rama, per riprendere poi sulla panoramica di San Zeno effettuando una sosta presso il salumificio Lenotti, con produzione propria di salumi, quì dopo la spiegazione sulle modalità della produzione da parte del titolare e visita delle cantine, termine della visita con spuntino dei salumi, formaggi e vino.

Proseguendo sulla strada Gardesana siamo arrivati a Castelletto di Brenzone, presso il ristorante da Umberto per il pranzo del mezzogiorno a base della specialità del luogo, pesce di lago. Dopo il pranzo, effettuato lo scambio dei saluti tra tutti e venti partecipanti alla gita, siamo rientrati tutti verso la nostra residenza.

Un grandissimo grazie all’amico Claudio Vismara ed a Motovacanze per la stupenda ed istruttiva gita che ci hanno organizzato, un grazie anche a Marco x il suo supporto,  alla prossima……….


Gita a Cella di Varzi

Ottima prima gita dell’anno, oltre trenta partecipanti, hanno percorso le strade che dalla Nostra nuova sede portano in direzione oltrepò Pavese.  Per opportunità di tempo è stata saltata anche la pausa caffè, raggiungendo il Santuario della Fraternità nella frazione di Cella di Varzi in perfetto orario per assistere alla funzione domenicale.

I cimeli delle guerre presenti sia all’interno che all’esterno del Santuario ricordano la tristezza che questi eventi hanno portato all’Italia.

Terminata la funzione la giornata non poteva non proseguire se non seduti a tavola gustando, soprattutto il supernoto salame di Varzi e tutte le prelibatezze della cucina dell’oltrepò pavese.

Un grosso ringraziamento per la riuscita dell’incontro, ci vediamo alla prossima………….

claudio

Gita di Luglio

SABATO 5 e DOMENICA 6 LUGLIO 2014

“DOVE OSANO LE AQUILE”


L’amico Claudio Vismara ci ha dato la conferma di quanto aveva previsto e cioè “un entusiasmante Week-end, un percorso tutte curve, un itinerario sorprendente per gli incantevoli paesaggi ma non solo. nel nostro girovagare su e giu’ dai Paesi piu’ belli e panoramici della Valsugana e della Valle di Fiemme abbiamo visitato musei curiosi come il “Garage Bike” ed il museo dedicato ad Alcide Degasperi, non tralasciando  i profumi ed i sapori delle migliori specialità trentine.


All’uscita di Rovereto ci siamo diretti verso l’altopiano di Folgaria e da qui, lungo l’incredibile susseguirsi di curve della Kaiserstrasse abbiamo raggiunto il fondovalle e visitato il “Garage Bike Museum” un’esposizione di oltre 200 moto con esemplari unici, dalle classiche Vespe alle moto da cross e la piu’ grande collezione di Kawasaki d’Europa.  Di seguito siamo saliti verso lo spettacolare “Passo Manghen” (2047 mt) con sosta al rifugio Munchen per un gustoso pranzo a base di specialità trentine  (polenta e gulash, formaggio trentino, torta e fragole con panna). Dopo la passeggiata al passo per lo splendido panorama,  siamo scesi  verso la Valle di Fiemme toccando, Cavalese, Predazzo, quindi il passo Rolle con le splendide Pale di San Martino di Castrozza (peccato per le nuvole che ne coprivano in gran parte le cime), Fiera del Primiero, da quì l’ultima salita della giornata ci ha portato al Passo Brocon per il pernottamento e la cena, da sottolineare questa, piatti delle specialità trentine, servite in abbondanza e di eccelsa qualità ci hanno allietato la serata anche grazie alla simpatica allgria e simpatica che lega il motoclubticinese al motoclub di locate triulzi, presenti i due presidenti Livio e Dado.


Dopo una abbondante colazione, ripartenza di direzione della Valsugana per raggiungere Castello Tesino e Pieve Tesino, quì abbiamo effettuato una visita splendidamente illustrata dalla guida presente presso il museo dedicato ad ALCIDE DEGASPERI, all’interno della Sua casa natale, proseguendo poi per Levico e giunti nella splendida località termale abbiamo visiteremo la cantina dei Fratelli Romanese e la vigna adiacente degustando i prodotti della cantina, uno spumante di metodo classico ed un Muller Thurgau accompagnati da ” una merenda” (così l’ha chiamata Claudio) di prodotti tipici (salumi e formaggi trentini),  prima del rientro.

A nome di tutti (e non ho dubbi in merito) ringrazio Claudio Vismara per la splendida gita che anche questa volta ci ha programmato ed  accompagnato, un arrivederci a settembre per la prossima..

Claudio Destri

Gita attraverso le Valli Occitane

GITA del  6/7  Settembre 2014 –  Motoclubticinese

Alpi Occitane

Sintesi della gita.

Ora del ritrovo, ore 7.00 in quel di Binasco, ingresso in autostrada direzione Voghera, Alessandria e quindi Cuneo, strada facendo si aggregano altri partecipanti ;

prima sosta di raggruppamento nel comune di Demonte, da quì ripartenza per il colle del Vallonetto (2447 mt) percorrendo la valle Stura, discesa verso Castelmagno dove si trova un bellissimo Santuario (purtroppo non visitato per mancanza di tempo ed al momento chiuso) percorrendo tutta la Valle Grana;

Sosta a Pradleves per il pranzo con, a base principale, il formaggio di Castelmagno e successiva visita a caseificio di produzione di questo eccezionale formaggio, quindi  proseguendo abbiamo visitato i curiosi “Ciciu del Villar” formazioni caratterizzate dal consumo diverso del materiale roccioso da sembrare grossi funghi; riprendendo la strada in direzione dell’alta Val Maira e costeggiando l’omonimo torrente sino alla località Marmora, dove in una splendida ricostruzione di un campo Indiano siamo stati ricevuti dai titolari del campo con i quali abbiamo visitato questa installazione di tende caratteristiche degli Indiani d’America e dove abbiamo gustato un aperitivo, in attesa della cena;

Cena e pernottamento che abbiamo effettuato presso la spettacolare località del Comune di Marmora, ricca di tradizioni paesano dislocate per tutte le stradine di questo paese; Dopo la colazione (abbondante) del mattino successivo, abbiamo ripreso in nostro itinerario verso l’alta Val Maira sino a raggiungere la frazione di Chialvetta dove nell’abitazione di un amico del Nostro Organizzatore (Claudio) abbiamo visitato il Suo museo personale delle tradizioni contadine con tantissimi oggetti del ricordo delle attività artigianali; dopo questa bellissima visita, simo risaliti sempre in alta Val Maira raggiungendo la località di Chiappera quasi al confine con il territorio francese, breve pausa caffè quindi ridiscendendo la valle era in programma il transito per lo stupendo vallone dell’Elva (purtroppo chiuso per l’imminente pericolo di frane), piccola deviazione e da Stroppo abbiamo raggiunto la località di Elva, quì abbiamo visitato il museo dei capelli, attività di composizione parrucche che tramandato da generazioni componeva parrucche di ogni genere destinate in precedenti epoche a Magistrati, soprattutto Inglesi, attori teatrali e quant’altro, nella medesima ubicazione, presso un locale ristorante abbiamo consumato l’ennesimo ottimo pranzo; ultima tappa della gita, la risalita al Colle dei Sampeyre dove pero’ abbiamo trovato una fitta foschia che ci ha impedito di vedere lo spettacolare Monviso, la discesa dal Colle ci ha portato nel Comune di Sampeyre dove, dopo lo scambio dei saluti il gruppo ha proseguito per il rientro verso casa separatamente.

Un “Grandissimo Grazie”  all’amico Claudio Vismara che anche in questa occasione e nonostante alcuni problemi nei riscontri che ha risolto brillantemente, ci ha organizzato l’ennesima stupenda gita visitando località che, almeno per quanto riguarda il sottoscritto, non sapevo neppure che esistessero.

Arrivederci alla prossima

Di seguito alcune foto delle località visionate (tante altre mie foto sono disponibili su computer del Motoclub riservato ai Soci)

Grazie Claudio Destri

Santuario di Castelmagno                                                                                                       Villaggio Indiano